Termostato, abitudini e sprechi
In Italia d’inverno ci sono tre certezze: fa freddo “più dell’anno scorso”, la bolletta è sempre “una mazzata”, e tutti dicono: “Il termostato lo so usare”. (Tranquillo: lo diciamo tutti. È proprio quello il bello.)
il termostato non spreca da solo. Esegue. A sprecare spesso sono le abitudini automatiche: “alzo di 2 gradi così scalda prima”, “apro un attimo la finestra” (con termosifoni roventi) e “lo spengo-riaccendo a caso”.
La grande bugia nazionale: “Se lo metto più alto, scalda prima”
Questa convinzione è dura a morire. Ma il riscaldamento non è un turbo: non accelera. Se alzi la temperatura, di solito ottieni solo una cosa: rimane acceso più a lungo. Quindi sì: ti sembra “più potente”… ma è solo più tempo acceso.
— detto mentre la caldaia lavora per riscaldare il pianerottolo
🧪 Smart Test: quante abitudini ti stanno mangiando la bolletta?
Rispondi senza sensi di colpa. Qui non si giudica: si risparmia. Segna quante volte rispondi SÌ.
- 1) Quando rientro a casa alzo il termostato di 1–2 gradi “per scaldare prima”.
- 2) Apro le finestre per cambiare aria e non abbasso il riscaldamento.
- 3) Lo accendo/spengo spesso durante la giornata “a sensazione”.
- 4) Di sera lo alzo “per stare comodo sul divano” (anche se sono in t-shirt).
- 5) Non so qual è la temperatura impostata adesso (vado a memoria).
- 6) In alcune stanze fa troppo caldo e in altre troppo freddo, ma non ho mai capito perché.
- 7) Ho l’abitudine “classica”: termosifoni a palla + finestra socchiusa perché “aria viziata”.
Risultato (semplice e utile)
- 0–1 SÌ: raro. Sei tra quelli che scaldano casa, non il quartiere.
- 2–3 SÌ: sprechi “invisibili”: poca roba al giorno, tanta roba in bolletta.
- 4–5 SÌ: il termostato decide. Tu paghi. (Ma si recupera, tranquillo.)
- 6–7 SÌ: versione “nonna aveva ragione”: ti serve un piano di 7 giorni.
Tre mosse realistiche (non da eremita)
1) Temperatura stabile: meno su-e-giù
Le oscillazioni continue sono spesso la via rapida verso consumi inutili. Meglio poche regolazioni sensate che 20 micro-aggiustamenti.
2) Finestra aperta = riscaldamento giù
Cambiare aria è sacrosanto. Ma se lo fai con il riscaldamento al massimo, stai facendo beneficenza termica al pianerottolo.
3) Un grado in meno (la nonna approva)
Un grado in meno spesso non cambia la vita. Ma sul lungo periodo può cambiare l’umore quando arriva la bolletta.
Nota nonna-style: “Il freddo passa, la bolletta resta.” Questo test è ironico, ma l’obiettivo è serio.